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Google, Facebook e Twitter chiuderanno i propri siti il 23 Gennaio

Il 23 Gennaio 2012 è una data che rimarrà nella storia: per la prima volta ,dal 1999 sino ad oggi, i dieci siti più importanti del mondo tra cui Google, Facebook e Twitter chiuderanno per 24 ore in segno di protesta contro l’approvazione della legge di censura degli Stati Uniti.

Questa legge, che verrà approvata il 24 gennaio, si pone come obiettivo primario quello di monitorare e censurare qualunque attività illecita avvenga su Internet; ciò non riguarda solo l’America, ma tutto il mondo (quindi anche l’Italia).
In questa maniera grandi siti come Facebook e Twitter rischiano la chiusura poichè, nel caso in cui contengano materiale che viola copyright, potrebbero subire la censura da parte del governo.


4 Responses to “Google, Facebook e Twitter chiuderanno i propri siti il 23 Gennaio”

  1. anon Says:

    Scusa la fonte di questa notizia?? mi sa di fake.
    Dico la mia: Facebook è favorevole all’approvazione della legge tipo SIPA e dato il ritorno economico che ha ogni giorno non puo’ permettersi di “protestare” per 24 ore. Ti sei chiesto se google protestasse per 24 ore “chiudendo”?? Servizi come youtube e gmail, per non andare su altri, sarebbero bloccati, questo causerebbe non pochi danni a livello mondiale in particolare al settore economico (già colpito pesantemente dalla crisi). Un banner e basta? E’ come dire “in italia esiste la mafia”.
    Vuoi sapere perchè megavideo è stato chiuso? Non perchè conteneva materiale protetto da copyright ma perchè i suoi gestori sono diventati miliardari sfruttando gli account premuim (che non servivano a coprire le spese di mantenimento server).
    Per concludere il 24 si voteranno in america le due leggi contestatissime, ma ci sono buone speranze che non vengano approvate, perchè vari parlamentari hanno già fatto un passo indietro e penso che ormai l’abbiano capito che la rete non si puo’ comandare!

  2. anonymous hacker Says:

    pultroppo è tutto vero ieri megaupload ora il resto .. senza internet torniamo indietro di 20 anni gli anonymuos stanno combattendo x questo

  3. Hari "the prophet" Seldon Says:

    E pensare che gli utenti di Google, facebook, twitter, etc., con i loro scritti, forniscono spontaneamente i dati per l’attività di profiling che queste aziende fanno a loro insaputa…..
    Vogliamo credere che la creazione di database con centinaia di milioni di persone servano solo per fare pubblicità mirata in base ai loro gusti? Basta leggere Orwell e tutto diventa chiaro, piano piano si stanno affinando gli strumenti per costruire una dittatura basata sulla tecnologia…..
    Vi rendete conto di quanto si stia assottigliando il confine tra reale e virtuale, anche le relazioni sono virtuali! Bisogna tornare a vivere nella realtà! Una gabbia, anche se ha le sbarre fatte d’oro, rimane pur sempre una gabbia……. Driiiiiiiiinnnnnn…. SVEGLIA!!!!

  4. luca Says:

    Bisogna impostare una lotta contro le leggi sul copyright. Le società che detengono questi diritti hanno distrutto la cultura popolare che esisteva prima del novecento, per i loro interessi economici. Ora bisogna fargli pagare il dazio per il danno che hanno provocato. Bisogna abrogare ogni legge sul diritto d’autore in ambito culturale. Diciamo fine al cinema , alla musica e al software proprietario. Viva il software libero, viva la cultura popolare.

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